
CONFEDERAZIONE SUD EUROMEDITERRANEA

Lettera aperte del Segretario nazionale della Confederazione SUD Euromediterranea
Carissimi amici,
il 19 e 20 giugno a Gaeta abbiamo condiviso un grande progetto di riscatto del Sud , e siamo riusciti a mettere insieme sei soggetti meridionalisti.
Non è solo consuetudine ringraziare coloro che hanno consentito con il proprio voto favorevole a dar vita a questo progetto: è riconoscere lungimiranza e fermezza di idee.
Voglio tuttavia parlare ai contrari e agli astenuti che non si sono voluti impegnare, spero solo per adesso.
Voi meritate il rispetto di tutti, perchè con il vostro voto avete offerto un ulteriore immaggine pura e positiva alla nostra confederazione , perchè nella sofferta scelta c'è stata tutta la passione e l'amore per il riscatto del Sud.
Vi prego però di starci vicino, di guidarci, di criticarci, per non lasciar morire l'embrione che oggi qualcuno guarda con indifferenza, ma domani potrebbe contribuire al riscatto del sud e della nostra terra.
Non amando la politica dei lunghi discorsi, dei convegni, delle conferenze, ma quella dei fatti e del contatto umano con le persone, in qualche passaggio del nostro ultimo incontro forse sono stato troppo incisivo: è il mio carattere, mi lascio infervorare.
Io credo ancora alla parola data, alla stretta di mano, ai patti , amo l'ordine e le regole, che sono i pilastri dell'organizzazione.
La nostra organizzazione andava fatta meglio, ci sono stati probabilmente degli errori.
Tutti però possiamo migliorare, soprattutto con l'aiuto degli altri, che hanno più occhio critico.
Non mi sento un comandante, ma solo un servitore del Sud e di coloro che intendono mettere la propria faccia e storia in questo progetto: per questo non posso legarmi con chi fa dell'improvvisazione la propria arma mediatica per essere al centro dell'attenzione, che non rispetta i ruoli e le regole date, scardinandolo magari con qualche sciocco pettegolezzo.
Questa è una radice collegata ad un albero sterile, e un albero sterile non produce frutti, e quindi va abbattuto.
Per quanto riguarda l'importanza della storia, credo sia giusto sottolineare che la fame e la mancanza di cultura, che garantisce la poltrona ai ricchi prepotenti e potenti della terra che con la tv e il lavaggio del cervello controllano il paese, sia causata anche da una sua poca considerazione.
Io mi sono messo al lavoro per la confederazione, cercando di organizzarla in tutto il territorio nazionale: spero così di guadagnarmi i vostri consensi "la vostra amicizia" con il lavoro e i fatti.
Vi dirò di più: il 19 giugno di ogni anno rimetterò in discussione il mandato di segretario nazionale.
Io ho fatto il primo passo, vi aspetto a braccia aperte spero.
Uniquique suum, scriveva un grande siciliano.
Con stima profonda in ognuno di voi,
Il Brigante Girolamo Foti detto Mirco